Burj al-Shamali, 25 dicembre.
Dietro l’obbiettivo della videocamera, per forza di cose selettivo, escludente, parziale e soggettivo, succedono milioni cose. Il discorso è vecchio come il mezzo che lo genera, ma il bello sta comunque nel poter essere liberi di scegliere. La scelta da compiere in questo caso è chiara: documentare degli eventi, delle esperienze. Produrre delle rappresentazioni di ciò che succede (fatti, sensazioni, suggestioni e storie) affinché chi guarda, legge e ascolta possa avere delle informazioni.
Vorrei che queste informazioni servissero ad offrire agli altri la possibilità di valutare onestamente, liberamente.
Perché se la valutazione sarà libera, esiste la possibilità che segua una ulteriore scelta, derivante dall’esperienza di apprendimento mediata e mediatica. Perché se è vero che certe cose non possono essere che vissute, è anche vero che ve ne sono altre che vale la pena raccontare. Perché forse una storia a cui mancano certi elementi è un buon motivo per andarseli a cercare, alimentando un circolo virtuoso in cui l’esperienza genera esperienza. Lungi dal voler fare considerazioni sulla qualità del risultato, l’invito è quello di seguirci, accompagnarci, sostenerci, per condividere una dimensione che abbiamo appositamente creato perché tutto ciò non restasse segregato tra i confini di un vissuto -preziosissimo sicuramente- privato. Verifichiamo costantemente l’importanza del superamento delle barriere e la rete è un’occasione, uno strumento, irrinunciabile per tutto ciò.
Questa è stata la nostra giornata di Natale a Burj al-Shamali.
Buone feste.
Vito