Pubblicato da: campolibanosci | dicembre 23, 2007

Solo un incontro. / II giorno

Arriva il momento, inevitabile e puntuale, in cui il limite, la frontiera, il valico si trasforma. In quell’istante, producibile in numerose forme, gli spazi, prima delimitati, anche solo da un portone, diventano un unico spazio. Lo spazio dell’incontro.
Così la strada è la naturale estensione della casa, la casa è il prolungamento di un vicolo, lo spazio è mobile, è condiviso.

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Campo profughi palestinese di Borj al Shemali, Tiro – Libano
23 dicembre 2007

Oggi abbiamo incontrato la strada, seguendo un pallone diretto a un campetto vicino al centro giovanile. Lì è iniziata la nostra domenica, in una pausa sigaretta nel corso della riunione mattutina per coordinare l’organizzazione dei gruppi dei laboratori. Il primo a sperimentare la “filosofia UGC” è stato Mahmoud, un ragazzo di 16 anni, fuggito con la famiglia nel 2006 dal campo profughi di Nahr el-Bared e rifugiato nel campo di Borj al Shemali, con tante storie da racontare e una vita difficile da immaginare. La storia che ha deciso di raccontare è semplicissima: la partita di calcio improvisata tra alcuni di noi e i ragazzini del quartiere. Per farlo gli è bastata la nostra videocamera Panasonic, un po’ di curiosità e quello che avveniva di fronte all’obiettivo. Dietro, il suo occhio.
Ha ripreso il gioco, provato lo zoom, girato a bordo campo. Ha seguito l’acquisizione del materiale, selezionato personalmente le clip, dato indicazioni sul montaggio. E mentre seguiva la lavorazione del suo primo short movie, il centro giovanile si era trasformato in un media center… molto paricolare. Tutti i ragazzini del circondario volevano usare videocamere e fotocamere digitali. Tutti erano pronti a provare. Centinaia di scatti, un indescrivibile via vai di gente, di scambi di macchinette, di flash e di pose. Sorrisi e frenesia, curiosità e divertimento, dopo l’entusiasmo dei “piccoli”, contagiati anche i “grandi”. Fotocamere scomparse per ore, riapparse con la memoria quasi piena, un backstage collettivo di un reportage a più mani in cui noi siamo stati coinvolti e i nostri programmi felicemente stravolti.
Ci aspettavamo qualcosa di non previsto e non abbiamo dovuto attendere più di 24 ore. Potremmo spendere parole e discorsi per tentare di spiegare questa dinamica che ha movimentato tutta la giornata. Ognuno lo farà a modo proprio. Io preferisco fare tesoro dell’esperienza fatta. Lavoro con gli User Generated Content, sono io stesso un utente della rete che genera contenuti, e forse solo oggi ho colto appieno il valore sociale, oltre quello comunicativo e new-mediatico delle nuove tecnologie al servizio del soggetto e della comunità. Ho avuto il piacere e la fortuna di accompagnare Mahmoud e di essere da lui guidato in una porzione reale di quella community su cui si basa il valore collettivo dl mio lavoro. E’ stato solo un incontro…

Sapendo già che quanto vissuto oggi sarà uno strumento in più nella nostra cassetta degli attrezzi, quando abbiamo ripreso i lavori di progettazione eravamo tutti in formissima.
Il gruppo ha quindi continuato con l’organizzazione generale, strutturando le attività e i gruppi che le svolgeranno. E’ stata ridiscussa la composizione dei membri dei laboratori sulla base dei profili che ognuno aveva fornito, è stato fatto uno schema generale della tempistica e dei temi generali che si tratteranno in una agenda di massima.
I due gruppi (9 persone per il laboratorio fotografico, 7 per il video), si sono dedicati così all’approfondimento del piano didattico, ognuno secondo l’area di competenza e interesse. Sono state create le rispettive agende degli incontri e della metodologia di riferimento da seguire, pensando alle attività da svolgere con i social workers e a quelle con i ragazzi.
Per quanto riguarda la finalità dell’attivazone dei blog, è quello di cui ci occuperemo Saverio ed io, trasversalmente a entrambi i gruppi. La didattica si adeguerà ai percorsi formativi dei 2 laboratori per presentare le possibilità offerte dal web 2.0 in funzione di quanto appreso sull’uso dei nuovi media.

Insomma, il corso del lavoro si fa sempre più interessante, attendiamo che la nostra agenda si continui a riempire come gli spazi del centro oggi, e faremo in modo che questo spazio di comunicazione, il nostro blog che in una domenica di dicembre ha ricevuto centinaia di visite, sia sempre aperto a tutti, vicini e lontani, per regalarci, ancora, chissà quanti e quali altri incontri.

A presto

Vito

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