Pubblicato da: tina85 | dicembre 26, 2007

Breviario del buon vivere

baimba-1942.jpgNon sempre il tempo ci e’ amico, ma spesso non ci e’ neppure avverso…

Certe volte, anzi, il tempo non ci considera proprio, e se ne va…camminando dritto per la sua strada senza chiedere permesso.

Il tempo e’, il piu’ delle volte, prepotente nel prendersi certi spazi che, per istinto naturale, non gli sarebbero propri.

Saper assaporare il tempo e’ una dote, e non tutti riescono ad acquisirla nell’arco di una vita.

Non si tratta di moralismi, ne’ di filosofie da salotto, ve lo assicuro… ma una semplice constatazione che mi sono trovata a fare dopo quattro giorni di campo…un tempo che non riesco bene a classificare. Non mi sento infatti in grado di dire che sono solo quattro giorni che sono qua, dato che le giornate sono cosi’ dense e ricche di nozioni ed esperienze, che mi sembra di esser qua ormai da un’eternita’. Mi sembra pero’ un’ipocrisia definire questo tempo come gia’ quattro giorni, dal momento che ogni singola azione compiuta e’ comunque per me una novita’ ed un arricchimento, tanto che mi sembra di arrivare per la prima volta ogni singolo giorno, o anche ogni ora, forse.

Qua le nostre giornate sono scandite dalla luce del sole, che ci comanda quando e’ l’ora di iniziare i laboratori, e quando invece dobbiamo terminare e rintanarci “a casa nostra”, poiche’ il buio non ci concede di scorrazzare liberi e tranquilli per il campo… come, probabilmente, noi gradiremmo invce fare.

Il cibo e’ un’ altra importante clessidra per noi: sono i pasti, sempre attesi e ben curati che ci impongono le pause durante i lavori.

E come non parlare della presenza dei bambini: puntuali come lancette loro ci ricordano che non possiamo piu’ dormire, e che, invece, dobbiamo spostare la nostra concentrazione e tutte le nostre energie su di loro.

La stanchezza fisica non e’ assolutamente  contemplata come tale…o meglio, e’ ovvio che ci sia, e non poca, considerando le ore risicate che riusciamo a dedicare al nostro amico Morfeo divinita’ del sonno. Allo stesso tempo pero’ l’energia mentale che riflettiamo dai ragazzi che stanno sempre a contatto con noi crea una sorta di schermo che ci rende quasi immuni dai lamenti e dagli scricchiolii del corpo. Non a caso…il corpo e’ uno strumento, nient’altro che uno strumento a servizio della testa. Solo quando la testa e’ veramente in grado di fluttuare libera nel tempo e nello spazio, anche il corpo puo’concedersi di smettere di lamentarsi. Tant’e’ che, come in questo caso, quando la testa smettera’ finalmente di preoccuparsi di rincorrere il suo compare tempo, potra’ anche concedere al corpo il lusso di dimenticarsi delle sue responsabilita’…ma per un po’, soltanto per un po’. E’ una cosa per me talmente dolce il dimenticarsi di controllare l’agenda , o di aprire la posta per un’intera giornata senza alcun accenno di panico o di ansia. Di giocare insomma ad essere svampita per un po’, almeno per un po’…o almeno finche’ le condizioni di questo fantastico posto lo renderanno possibile. 

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