Pubblicato da: versilov | dicembre 26, 2007

Hasan

Hasan ha 23 anni. E’ libanese. Non so nulla di lui, della sua storia personale. Se ha fratelli, una fidanzata. Cosa pensa della sua gente, di politica o religione. Ha gli occhi grandi Hasan. Quando ti saluta, e’ un saluto vero. Era in un angolino, Hasan. La penna in mano, chino sul taccuino. Prendeva appunti su quello che io dicevo. Io. Che ho poco da raccontare, quasi nulla da dire. Davanti a me, ragazzini terribili e fotografie da spiegare, commentare. Hasan e’ un ragazzo timido. Al termine della improvvisata lezione di fotografia si avvicina a me. Mi fa i complimenti, dice di avere imparato molto. Mi fa vedere le sue foto, scattate con un telefono cellulare. E’ un attimo. In lui vedo passione, creativita’, voglia di raccontare. E’ un po’ come me. La fotografia e’solo un mezzo per riflettersi negli altri, lo strumento per raccontare anche se stessi. Il fotografo e’ qualcuno che vuole mettere ordine al mondo. Nel far questo, carica su se’ la responsabilita’ di uno sguardo, di una scelta. Sembra banale, ma c’e’ del coraggio in tutto questo.
La notte di Natale io e Hasan ci siamo ritrovati davanti a un computer. Erano le 6.30 del mattino quando abbiamo smesso di parlare di inquadrature e luce. Di come raccontare in una frazione di secondo mille parole. Il fotografo e’ colui che allinea mente, occhio e cuore. Bellezza che nasce da geometria e creativita’.
Hasan crede di avere imparato molto da me. Questo, semplicemente, mi commuove.
Ancora non sa che sono io a ad avere imparato da lui.
Queste che seguono sono le sue fotografie. Sguardi.

Hasan is 23. He’s Lebanese. I don’t know anything about him, about his personal history. If he has brothers or sisters, a girlfriend. What he thinks about his folks, about politics or religion. He has huge eyes, Hasan. When he greets you is for real. He stayed in his own little corner, Hasan. A pen in his hand, his head bent over his notebook. He was taking notes about what I was saying.  Me, that have nothing to tell, almost nothing to say. In front of me, terrible kids and photos to explain, to comment. Hasan is a shy guy. At the end of this improvised photo lesson, he moves closer. He gives me his compliments, he says that he learned a lot. He shows me his pictures, taken with his mobile phone. It’s a second. In his eyes I can see passion, creativity, the need to tell. He’s a little like me. Photography is a way to be mirrored in everybody else, the instrument to tell oneself. The photographer is someone who wants to sort out the world. In doing such, he burden himself with the responsibility of a point of view, of taking a stand on something. It might sound trivial but there’s a lot of courage in all this.

On Xmas’ Eve Hasan and I met in front of a computer. It was already 6.30 a.m. when we stopped discussing about frames and light. About how to tell in a split second a thousand words. A photographer is someone who aligns mind, eye and heart. Beauty born out of geometry and creativity.

Hasan thinks he has learned a lot from me. Such a thing simply moves me to tears. He still doesn’t know that it’s me who has learned from him. These are his pictures. Gazes.

Annunci

Responses

  1. straziante hasan che ha dato ordine al mondo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: